Io e la Salvia siamo amiche da sempre, dai banchi di scuola delle superiori anche se questo dono prezioso che ci siamo regalate, la nostra amicizia, è sbocciato durante l'ultimo anno, in un periodo pieno di cambiamenti e novità: quel momento in cui si comincia a fare un passo malfermo verso la vita vera. Noi quel passo lo abbiamo fatto insieme, tenendoci per mano.
Non importa cosa e quanto abbiamo condiviso, se siamo state vicine o lontane, in 20 anni è successo anche questo ovviamente; quello che conta è che il nostro incontro ci ha cambiate. Credo che entrambe possiamo dire che non saremmo quello che siamo adesso (con pregi e difetti) se non ci fossimo incontrate.
Il primo anno di università la Salvia si è trasferita a Firenze, e io a Siena; non c'erano i cellulari (per poco però..) e io ricordo vagamente che andavo ad una cabina telefonica per fare una chiamata, una sola, alla Salvia, per rassicurarci su ciò che era ovvio, che ci saremmo viste il sabato pomeriggio entrambe di rientro dalle sedi universitarie. Non ce n'era neanche bisogno.. ma eravamo veramente delle bambine bisognose di sicurezze.
Non era l'unico mezzo di comunicazione nelle lunghe settimane in cui non ci si vedeva. Scrivevamo lunghe lettere (potrei riconoscere la scrittura della salvia in un nanosecondo!), che poi ci scambiavamo velocemente il sabato, una volta in macchina.
Il sabato pomeriggio era tutto nostro. Prima tappa, il centro commerciale per comprare i Maritozzi alla panna, seconda tappa una strada bellissima, nella campagna toscana, leggermente in discesa (si perché la Uno della Salvia aveva problemi di batteria qualche volta, ricordi? :). Li, ferme, sul ciglio della strada, ammiravamo questa terra e in silenzio mangiavamo i maritozzi, estasiate.
Ci ricordo così. e ricordo anche quel giorno che la pattuglia dei carabinieri si è fermata a bussare al nostro vetro, cosa avranno pensato quando ci hanno beccate che addentavamo il nostro maritozzo con la bocca sporca di panna? Se ci penso ancora rido!
Con questo post ho voluto fermare un attimo. ricordarlo e gustarmelo di nuovo nella memoria ma non solo.
Quando ci siamo sentite con la Salvia, che ora vive a 200 km da me e ha due splendidi patati, ci è immediatamente piaciuta l'idea di partecipare al concorso di Genny AGGIUNGI UN BLOGGER A TAVOLA con i nostri maritozzi a lievitazione naturale.
Nel blog della Salvia vedrete un'altra versione della nostra amicizia, la sua. A parte la condivisione della ricetta non abbiamo letto niente del post dell'altra prima della pubblicazione. volutamente. perché sarà un regalo che virtualmente ci scambieremo. come abbiamo fatto tante volte.
per te Salvia:
quella volta che abbiamo fatto 20 km con il freno della macchina tirato e il puzzo di fumo alla fine non ci faceva quasi respirare
quella volta che di nascosto da tutti abbiamo preso la macchina per andare al mare e tuo padre ci ha beccato perché ha visto il serbatoio vuoto della macchina.. :P
quella volta che abbiamo fatto il bagno nude al mare, da sole, a maggio
quella volta che siamo andate su, fino a Rovaniemi, perché eravamo prima di tutto uomini noi, ricordi?
quella volta che abbiamo mangiato tanto di quel pesce da morire
quella volta che in una delle tante passeggiate chilometriche con un freddo allucinante alla fine i miei sono dovuti venirci a prendere
quella volta che abbiamo fatto quel week end a roma solo io e tu
quella volta che per capodanno siamo andate a fare il bagno a Saturnia e a me mi sono prese le convulzioni dal freddo!
quella volta che siamo andate a Sorrento che bello in macchina insieme!
quella volta che sei venuta in Sicilia, ricordi la nonna di Alberto?
quella volta che ho visto Ettore. tu in miniatura.
quella volta è adesso.
quella volta che abbiamo fatto 20 km con il freno della macchina tirato e il puzzo di fumo alla fine non ci faceva quasi respirare
quella volta che di nascosto da tutti abbiamo preso la macchina per andare al mare e tuo padre ci ha beccato perché ha visto il serbatoio vuoto della macchina.. :P
quella volta che abbiamo fatto il bagno nude al mare, da sole, a maggio
quella volta che siamo andate su, fino a Rovaniemi, perché eravamo prima di tutto uomini noi, ricordi?
quella volta che abbiamo mangiato tanto di quel pesce da morire
quella volta che in una delle tante passeggiate chilometriche con un freddo allucinante alla fine i miei sono dovuti venirci a prendere
quella volta che abbiamo fatto quel week end a roma solo io e tu
quella volta che per capodanno siamo andate a fare il bagno a Saturnia e a me mi sono prese le convulzioni dal freddo!
quella volta che siamo andate a Sorrento che bello in macchina insieme!
quella volta che sei venuta in Sicilia, ricordi la nonna di Alberto?
quella volta che ho visto Ettore. tu in miniatura.
quella volta è adesso.
acquacotta & potatoesmum
Maritozzi alla panna - ricetta liberamente ispirata ai Maritozzi di Adriano
a lievitazione naturale
Ingredienti:
450 gr di farina manitoba
50 gr di farina di riso
300 gr di acqua
140 gr di zucchero
1 cucchiaio e mezzo di miele
1 uovo + 1 tuorlo
350 gr di pasta madre rinfrescata almeno 6 ore prima
12 gr. di sale
1 cucchiaino e mezzo di malto (o miele)
90 gr di burro chiarificato
60 gr di olio di mais o riso o arachidi
zeste di 1 arancia
albume e sciroppo di zucchero per pennellare alla fine
450 gr di farina manitoba
50 gr di farina di riso
300 gr di acqua
140 gr di zucchero
1 cucchiaio e mezzo di miele
1 uovo + 1 tuorlo
350 gr di pasta madre rinfrescata almeno 6 ore prima
12 gr. di sale
1 cucchiaino e mezzo di malto (o miele)
90 gr di burro chiarificato
60 gr di olio di mais o riso o arachidi
zeste di 1 arancia
albume e sciroppo di zucchero per pennellare alla fine
Iniziamo!
Scaldare l'acqua fino quasi a bollore con metà zeste di arancia.
Riscaldare solo un po' l'olio con l'altra metà di zeste d'arancia
Riscaldare solo un po' l'olio con l'altra metà di zeste d'arancia
Lasciare l'olio in una tazza da una parte, che acquisterà un colorito arancio man mano che si raffredda.
Nel frattempo nell'acqua intiepidita (se manca acqua perché evaporata aggiungere la quantità mancante) mettere il lievito madre con il malto (o miele) e 350 gr di farina e impastare fino a quando tutto non è ben amalgamato (lavorare in una ciotola bella alta perché questo impasto sarà un po' liquido e non si può lavorarlo nella spianatoia. Poi la ciotola potrà essere coperta con della pellicola o un coperchio). Lasciare riposare coperto, vicino ad una fonte di calore per circa 4 ore.
Nel frattempo nell'acqua intiepidita (se manca acqua perché evaporata aggiungere la quantità mancante) mettere il lievito madre con il malto (o miele) e 350 gr di farina e impastare fino a quando tutto non è ben amalgamato (lavorare in una ciotola bella alta perché questo impasto sarà un po' liquido e non si può lavorarlo nella spianatoia. Poi la ciotola potrà essere coperta con della pellicola o un coperchio). Lasciare riposare coperto, vicino ad una fonte di calore per circa 4 ore.
Nel frattempo miscelare la restante farina con 50 gr. di quella di riso.
Riprendere l'impasto che nel frattempo avrà lievitato e agiungere metà dello zucchero e della farina. Far assorbire, aggiungere l'uovo, e la restante farina e lo zucchero; alla fine aggiungere il tuorlo il miele e il sale e quando questi saranno ben assorbiti, il burro in due volte.
Quando il burro sarà completamente assorbito cominciare a versare l'olio aromatizzato a filo mentre si lavora la pasta, fermandosi di tanto in tanto.
Tutta questa lavorazione è un po' lunga, ci vorrà almeno un quarto d'ora, 20 min per lavorare bene l'impasto.
Quando il burro sarà completamente assorbito cominciare a versare l'olio aromatizzato a filo mentre si lavora la pasta, fermandosi di tanto in tanto.
Tutta questa lavorazione è un po' lunga, ci vorrà almeno un quarto d'ora, 20 min per lavorare bene l'impasto.
A questo punto coprire e far lievitare tutta la notte, fino al raddoppio.
A questo punto rovesciare l'impasto in una spianatoia molto ben infarinata perché l'impasto è morbidissimo: a questo punto tirare in dentro i lembi esterni e arrotolando l'impasto ho formare una sorta di cilindro.
Cominci a porzionare i paninetti in pezzi da 70/80 gr.
I paninetti vanno prima arrotolati e lasciati sulla spianatoia infarinata. Trattarli con massima delicatezza, in questa maniera rimarranno gonfiotti!
Una volta finita la porzionatura riprenderli uno ad uno e sulla spianatoia arrotolarli un po' dando la tipica forma leggermente allungata del maritozzo.
A questo punto molto delicatamente appoggiarli un po' distanziati su una teglia con carta forno.
Pennellarli con l'albume sbattuto e lasciarli riposare un'oretta.
A questo punto infornare a 180° (forno già caldo), cuocere per 14 minuti.
Nel frattempo preparare uno sciroppo a 30 be. (ossia 135 gr di zucchero e 100 gr di acqua scaldati a bollore e poi raffreddati).
Cominci a porzionare i paninetti in pezzi da 70/80 gr.
I paninetti vanno prima arrotolati e lasciati sulla spianatoia infarinata. Trattarli con massima delicatezza, in questa maniera rimarranno gonfiotti!
Una volta finita la porzionatura riprenderli uno ad uno e sulla spianatoia arrotolarli un po' dando la tipica forma leggermente allungata del maritozzo.
A questo punto molto delicatamente appoggiarli un po' distanziati su una teglia con carta forno.
Pennellarli con l'albume sbattuto e lasciarli riposare un'oretta.
A questo punto infornare a 180° (forno già caldo), cuocere per 14 minuti.
Nel frattempo preparare uno sciroppo a 30 be. (ossia 135 gr di zucchero e 100 gr di acqua scaldati a bollore e poi raffreddati).
Appena i maritozzi usciranno dal forno pennellarli con lo sciroppo di zucchero e lasciare che si raffreddino e si asciughino.

11 ditemi di voi:
Mannaggia a te lo sapevo che mi facevi piangere.. sì perché tutte quelle volte le ho pensate mille volte in questi anni che ci tengono lontane, le ho ho pensate ancora una volta quando ho addentato il nostro maritozzo l'altro giorno: ho aspettato di essere sola in casa, i bimbi fuori con Antonio a cercare la neve, e con la cucina ancora fragrante di forno me ne sono riempito uno di panna fino all'inverosimile e me lo sono goduto tutto.. come quando eravamo insieme, davanti a quei nebbioni di crepuscolo invernale. mi sei nell'anima, e la ns amicizia sa di tutto questo e tanto di più!
:)lo hai ritrovato quel sapore di tanti anni fa vero? io appena ho sentito il profumo ho pensato.. eccolo! è il maritozzo dell 4 per la strada di san casciano!
hai visto che bello come fa pendant con la tua borsa? ;)
ho i brividi:D...brave!non dico altro:D ( e bel blog il tuo!:D)
@ Genny: grazie! ;)
bellissimi davvero :)
Missà che avete inteso proprio come noi il contest =) mi è piaciuto tanto il finale =)
E' rara uhn'amicizia come la vostra: è un contest intelligente questo di Genny :D
In bocca al lupo :D
bello bellissimo
Mirtilla e Cey: grazie :) vengo a leggere anche il tuo Cey!
Milena: si lo è (intendevo rara l'amicizia e intelligente il contest di genny) :P!!
Che bella storia e che splendidi questi maritozzi. Piacere di conoscere te e il tuo blog, sono appena diventata tua sostenitrice. Buona domenica e a presto ^_^
che bella storia :D in certe amicizie non contano le distanze, e neanche lo scorrere del tempo... tra l'altro non conoscevo il blogghe della tu' amica: vado a vedere subito!
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